Vedetta Mediterraneo

Il mare si racconta: promuovere la cultura del mare attraverso corsi di laurea, workshop e un festival

Università degli Studi di Bari e Marina Militare presentano il corso di laurea triennale in “Scienze e gestione delle attività marittime” aperto anche ai civili

A breve sarà presentato il progetto itinerante, in collaborazione con le scuole del territorio, dal tema: “Mare d’inchiostro”. Vi farà parte il Festival della letteratura del mare: una serie di appuntamenti e workshop incentrati sulla valorizzazione della cultura marittima come risorsa, con scrittori e giornalisti che hanno trattato dell’argomento (evento finale previsto a Taranto in autunno)

Prosegue la sinergia fra Marina Militare ed Università degli Studi di Bari. Presentato oggi, in occasione del seminario dal tema: “Il mare si racconta”, organizzato all’interno della Scuola Sottufficiali M.M. a San Vito, il piano di studi del corso di laurea triennale in “Scienze e gestione delle attività marittime”. La presentazione del corso si è tenuta, non a caso, oggi in occasione della Giornata Nazionale del Mare e della cultura marina.

Quanto al corso, attivo sin dall’anno accademico 2009/2010, si presenta con un forte ancoraggio scientifico-economico nelle discipline dei tre curricula che costituiscono l’offerta formativa del corso (operativo, ambientale e logistico) ed è imperniato dei princìpi della blue economy e dell’economia circolare. Una laurea triennale che nasce, come specificato dalla coordinatrice del corso, la dott.ssa Laura Tafaro dell’Università di Bari, a seguito di una convenzione con la Marina Militare “che prevedeva l’iscrizione, da parte della Marina Militare, dei propri sottufficiali marescialli, sulla scorta dell’esperienza fruttuosa che era stata realizzata, l’unica allora in Italia, a Livorno per la formazione degli ufficiali”. Il predetto corso di laurea costituisce, assieme ai corsi in scienze infermieristiche ed informatica, il plafond formativo messo a disposizione degli allievi marescialli. “Abbiamo articolato l’offerta formativa – specifica Tafaro – rispondendo alla domanda di formazione della Marina Militare”.

Come sottolineato dalla coordinatrice Tafaro durante il seminario, il corso è aperto non solo agli allievi sottufficiali della Marina Militare ma anche ai civili, vantando iscrizioni da diverse regioni d’Italia. La presenza di studenti civili, provenienti in parte dagli istituti nautici, è stimabile, a fronte dei dati risalenti all’ultimo anno accademico di iscrizioni, in circa il 13% del totale. Percentuale, questa, in progressivo aumento negli ultimi anni, a seguito di iscrizioni al corso di laurea di studenti provenienti da diverse regioni d’Italia. Dall’altro canto va registrata, come sottolineato dalla stessa coordinatrice Tafaro, l’assenza di studenti provenienti da Taranto. Specifichiamo, in proposito, che le lezioni del corso di laurea in “Scienze e gestione delle attività marittime” si tengono all’interno del centro di studi della Scuola Sottufficiali (scuole CEMM) e sono sostenute da docenti dell’Università di Bari. “L’importanza del corso sembra essere colta più a livello nazionale che locale; perché i nostri iscritti provengono dalla Sardegna, dalla Lombardia, dalla Basilicata e solo pochissimi dal territorio ionico”, sottolinea, in proposito, Tafaro, aggiungendo comunque che il numero degli studenti civili iscritti al corso oscilla negli anni ma risulta essere sempre superiore a 20 studenti. Tafaro ha poi evidenziato i confortanti dati di Almalaurea in riferimento al grado di soddisfazione degli studenti laureatisi nel corso di laurea in questione (ben il 99% dichiara di essere soddisfatto). Incoraggianti anche in dati in relazione all’occupazione degli ex studenti: il 98% dei laureati al corso di laurea in “Scienze e gestione delle attività marittime” trova lavoro entro i successivi sei mesi. Dato evidentemente influenzato, in positivo, dalla massiccia presenza di allievi marescialli in forza nelle carriere iniziali dei sottufficiali della Marina Militare.

Come anticipato in precedenza, il corso di laurea si prefigura come logico completamento con il piano formativo degli istituti nautici, ovvero gli istituti di trasporti e logistica, presenti nel territorio. Fra questi, vanno citati l’indirizzo nautico dell’Istituto Archimede di Taranto (dal quale proviene un iscritto al primo anno di corso dell’anno accademico 2017/2018) e dell’Istituto Carnaro di Brindisi.

Al seminario era inoltre presente, assieme ad una nutrita rappresentanza di studenti, la dirigente scolastica dell’Istituto Carnaro, Clara Bianco. L’istituto in questione risulta infatti partner, assieme ai circa 57 istituti nautici ubicati in Italia, del progetto “Mare d’inchiostro” che, attraverso il Festival della letteratura del mare ed una serie di appuntamenti e workshop incentrati sulla valorizzazione della cultura marittima come risorsa, con scrittori e giornalisti che hanno trattato, in libri e saggi, dell’argomento.

Abbiamo avvicinato Clara Bianco per raccogliere una valutazione in merito al progetto, promosso su scala nazionale. “Una delle direttive del progetto è rappresentata dal Festival della letteratura e del mare che ha lo scopo, oltre quello di creare, in loco, una rete di scuole fra le varie province pugliesi, anche coinvolgere attori dell’economia del mare – ha specificato Bianco -. È previsto che nelle scuole si tengano dei workshop a cui partecipano degli scrittori che hanno scritto opere sul mare”. I workshop, organizzati con gli scrittori, hanno come finalità, secondo quanto evidenziato da Bianco, quella di “avvicinare i ragazzi alle storie di mare, a leggere e a scrivere racconti, storie, ma anche produrre elaborati ed immagini multimediali. Tutti questi elaborati alla fine parteciperanno a un concorso; con una giuria che li esaminerà e decreterà i finalisti. Ciò avverrà in ogni provincia italiana ed i ragazzi che saranno selezionati parteciperanno ad un evento finale”.

Al seminario erano inoltre presenti, in platea, diversi studenti di istituti e licei tarantini. Fra i relatori del seminario vi era inoltre il giornalista e scrittore Fabio Pozzo e lo scrittore e docente di Diritto della navigazione dell’Università di Bari, Nicolò Carnimeo. Quest’ultimo ha offerto ulteriori dettagli in relazione al Festival della letteratura del mare, che avrà durata triennale e sarà suddiviso in tre eventi clou, che si terranno separatamente a Bari, Brindisi e Taranto. “Abbiamo realizzato quest’iniziativa – ha dichiarato – con un’associazione di scrittori e giornalisti di mare che è la Vedetta sul Mediterraneo, assieme al Dipartimento Jonico dell’Università di Bari e ad un Istituto Nautico (Istituto Carnaro, ndr) perché pensiamo di raccontare le storie di mare e la letteratura di mare, sia nelle scuole che organizzando degli eventi al di fuori delle stesse. Dobbiamo far crescere quella che è la cultura del mare in Puglia, perché questa sia base poi per altri processi“, come ad esempio quelli economici. “Oggi si parla tanto di blue economy – ha poi proseguito – ma se non capiamo quali sono le opportunità che dal mare provengono, e non le sappiamo riconoscere, tutto questo diventa impossibile”. Un’iniziativa, quindi, di “divulgazione della cultura del mare”.

Relativamente all’evento previsto a Taranto del Festival della letteratura del mare, Carnimeo ha precisato che sarà realizzato in autunno in collaborazione con la Marina Militare. Fra le scuole tarantine che vi parteciperanno figura il Vittorino da Feltre. Carnimeo ha infine specificato che si tratta di un progetto inclusivo: “Da ora in poi chiunque voglia aderire – ha precisato – può assolutamente farlo. Il progetto riguarda le scuole secondarie di primo e di secondo livello”.